Sport, prevenzione e solidarietà: un riconoscimento agli Amici del Cuore Valle Umbra

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La Festa dello Sport, svoltasi domenica 6 settembre 2026 nelle piazze del centro storico di Foligno, ha offerto a bambini, ragazzi e adulti la possibilità di conoscere e provare numerose discipline, assistere alle dimostrazioni delle associazioni sportive e partecipare agli incontri dedicati allo sport, alla salute e al benessere. La manifestazione è stata anche un’importante occasione per promuovere la cultura del primo soccorso e ricordare quanto la presenza di un defibrillatore e la capacità di utilizzarlo possano fare la differenza.
Nel corso della giornata, gli istruttori certificati dell’Associazione Amici del Cuore Valle Umbra, Amedeo Ferretti, Fabio Franceschini e Dario Berti, hanno coinvolto numerosi partecipanti in dimostrazioni pratiche dedicate alle compressioni toraciche e all’impiego del DAE.
Un’attività di sensibilizzazione costante che il Comune di Foligno ha voluto riconoscere assegnando all’Associazione il Premio Fair Play nell’ambito dei Premi allo Sport “Città di Foligno”. A ritirarlo è stato Dario Berti.
«Ringraziamo l’assessore allo Sport Marco Cesaro per averci assegnato il Premio Fair Play – ha dichiarato Berti –. Lo sport ha il compito di educare e promuovere il benessere. Fair play significa anche tutelare la salute degli sportivi. La presenza di un defibrillatore ha un valore etico e morale che va ben oltre il semplice rispetto di un obbligo normativo».
Sul palco è stato inoltre consegnato il Premio “Cavaliere del Cuore 2025”, attribuito dall’Associazione ad Anna Caselli, maestra di tennis che ha salvato la vita ad Alessio utilizzando il defibrillatore quando l’uomo è stato colpito da arresto cardiaco mentre giocava a padel.
Non potendo essere presente per motivi personali, Anna Caselli è stata rappresentata da Stefania Baroni dell’Associazione Il Sorriso di Teo di Spoleto, realtà che aveva donato il defibrillatore all’impianto sportivo e che opera per diffondere le tecniche di rianimazione cardiopolmonare e l’utilizzo di questo fondamentale strumento salvavita.
La storia di Alessio dimostra concretamente che la cardioprotezione non dipende soltanto dalla disponibilità di un DAE, ma anche dalla presenza di persone formate, consapevoli e pronte a intervenire. Portare questi temi all’interno di una Festa dello Sport significa affermare un principio semplice ma essenziale: tutelare la salute e la vita delle persone è la prima e più autentica espressione di fair play.